Cortina d'Ampezzo, un opificio aggiudicato a €780.000: cosa significa gestire bene una vendita complessa
Ordini | GIUGNO 2026
Quando un curatore o un professionista delegato ci affida una vendita, non ci sta affidando solo un immobile. Ci sta affidando un pezzo della procedura di cui è responsabile. E in certi casi — quelli più complessi — il modo in cui quella vendita viene gestita fa davvero la differenza.
Il contesto: un immobile tutt'altro che semplice
Un opificio artigianale a Cortina d'Ampezzo, in una delle località più note — e più particolari — delle Dolomiti. All'interno ci lavorava attivamente una falegnameria, con macchinari, attrezzature e beni mobili che non facevano parte della procedura.
Immobile occupato, attività in corso, debitore ancora sul posto. Per chi gestisce procedure esecutive e concorsuali, sa già che questo è il profilo di vendita che può diventare un problema — o essere gestito bene.

La gestione: presenza, continuità, nessuna sorpresa
Dal momento della nomina abbiamo avviato subito l'iter: verifica documentale, accertamento dello stato di occupazione, contatto con l'esecutato.
Il falegname si è rivelato collaborativo. Questo non è un dettaglio secondario: in una vendita con immobile occupato, la collaborazione del debitore influisce direttamente sulla qualità delle visite, sulla perizia estimativa e sull'immagine del bene sul mercato.
Abbiamo accompagnato l'esperto estimatore nel sopralluogo congiunto, garantendo accesso e informazioni complete. Abbiamo gestito le visite con i potenziali acquirenti — a distanza di quasi due anni dalla nomina — senza discontinuità e senza che nulla fosse cambiato rispetto alle condizioni rilevate in perizia.
Per un curatore, questo significa una cosa sola: nessuna sorpresa il giorno dell'asta.
Il risultato: €780.000 su un opificio in zona montana
L'asta si è tenuta a gennaio 2026. Il bene è stato aggiudicato per €780.000.
Un opificio artigianale, occupato, in una procedura esecutiva. Non è un risultato scontato. È il frutto di una perizia ben fatta, di un immobile presentato nelle condizioni giuste, e di una gestione che non ha creato ostacoli lungo il percorso.
Il momento più delicato: la fase post-aggiudicazione
Saldo prezzo avvenuto, Decreto di Trasferimento emesso. A quel punto l'immobile era ancora occupato dalla falegnameria, con beni mobili personali all'interno.
Abbiamo notificato l’ordinanza di liberazione emessa dal giudice, gestendo la fase con il rigore che la procedura richiede e con la discrezione che la situazione umana imponeva.
Il finale: la nuova proprietaria ha scelto di firmare l'esonero dalla liberazione. Ha trovato un accordo con chi occupava l'immobile. La falegnameria è rimasta al suo posto.
Non è sempre così. Ma quando succede, è anche perché la procedura è stata gestita in modo da non inasprire i rapporti tra le parti — e questo facilita soluzioni che altrimenti non si trovano.

Cosa significa questo per chi ci affida una vendita
Un curatore ha una responsabilità precisa: massimizzare il realizzo, nei tempi giusti, senza complicazioni che ricadano sulla procedura.
Noi lavoriamo per questo. Non spariscono i problemi — un immobile occupato resta un immobile occupato — ma li gestiamo prima che diventino un ostacolo alla vendita.
Presenza sul territorio, continuità nella gestione, interlocuzione professionale con tutte le parti. Sono le cose che non si vedono nell'annuncio d'asta, ma che fanno la differenza nel risultato finale.
Se stai gestendo una procedura con immobili complessi, parliamone.
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