Un compendio da 22 unità, un unico lotto, 16 offerte: come si valorizza un patrimonio complesso in un concordato
Ordini | SETTEMBRE 2026
Quando l’attivo di un concordato include un intero compendio immobiliare, non un singolo bene, ma decine di unità distribuite su più palazzine, con pertinenze e arredi da gestire, il rischio per chi cura la liquidazione è duplice: disperdere il valore in una vendita frammentata, oppure restare bloccati su un lotto troppo grande e complesso per attrarre offerte serie.
Il caso del Condominio Maia a Mogliano Veneto (TV), venduto nell’ambito di un Concordato Semplificato seguito dal Tribunale di Treviso, mostra come un processo strutturato possa trasformare questa complessità in un punto di forza.

Il compendio: due palazzine, un lotto unico
L’attivo concordatario comprendeva 22 appartamenti (monolocali, bilocali e trilocali) con relative pertinenze (cantine e posti auto), distribuiti su due palazzine di un complesso residenziale più ampio di 26 unità complessive. La vendita è stata strutturata in lotto unico, comprensivo anche dei beni mobili presenti nelle unità arredate.
Non un bene semplice: il compendio presentava alcune criticità tecniche da gestire con trasparenza: un impianto geotermico condominiale non funzionante dal 2022, infiltrazioni segnalate in alcune unità, un’unità ancora occupata al momento della vendita. Tutti elementi resi noti nel dettaglio all’interno del bando, senza margini di ambiguità per gli offerenti.
Il processo: massima partecipazione, gara tracciata
La vendita si è svolta il 28 luglio 2026 con modalità sincrona mista: offerte telematiche e cartacee ammesse in parallelo. Un aspetto che, per un curatore, non è un dettaglio tecnico: significa aprire il bacino di offerenti al massimo consentito dalla norma, senza escludere chi preferisce il canale tradizionale.
Il risultato si è visto nei numeri di partecipazione: 16 offerte complessive depositate nei termini, tra buste telematiche e buste cartacee, tutte regolarmente cauzionate e verificate prima dell’ammissione alla gara.
Il risultato: dalla base d’asta a un valore quasi raddoppiato
Il prezzo base era stato fissato in € 1.500.000, pari all’offerta irrevocabile già ricevuta dalla procedura prima dell’apertura della gara pubblica. Con 16 partecipanti ammessi e una gara al rialzo condotta con rilanci tracciati, l’asta si è chiusa a € 2.450.000: +950.000 euro rispetto alla base, +63%.
Un incremento di questa entità non nasce da un colpo di fortuna, ma dalla combinazione di due fattori che la procedura può controllare direttamente: la qualità della promozione del lotto verso un pubblico realmente interessato a operazioni di questa dimensione, e la trasparenza della gara, che spinge gli offerenti seri a competere fino all’ultimo rilancio anziché ritirarsi alla prima difficoltà.

Cosa ha fatto Aste33
Per un compendio di questa complessità, il valore aggiunto di Aste33 si è giocato su tre piani concreti:
• Promozione mirata verso un database profilato. Un’operazione da oltre due milioni di euro non si vende con un annuncio generico: richiede di raggiungere investitori, società immobiliari e operatori del settore già attivi su acquisizioni di portafoglio, non semplici privati in cerca di casa.
• Gestione assistita delle visite e della raccolta offerte. Con 22 unità da mostrare e criticità tecniche da spiegare con precisione (l’impianto geotermico, lo stato di occupazione, le pertinenze), l’assistenza diretta agli offerenti nella visione e nella formulazione dell’offerta riduce il rischio di offerte poi ritirate o contestate per incomprensioni sul bene.
• Un processo di gara pubblico e verificabile, con modalità sincrona mista per non escludere alcun canale di partecipazione, cauzioni verificate prima dell’ammissione e rilanci tracciati fino alla chiusura.
“Un compendio come il Condominio Maia, con 22 unità e criticità tecniche da gestire con trasparenza, non si valorizza per caso. Il nostro lavoro è stato portare al tavolo della gara offerenti realmente interessati e preparati, seguendoli passo passo nella visione e nella formulazione dell’offerta: è quella preparazione, insieme a una gara condotta con la massima trasparenza, che ha permesso al prezzo di salire del 63% sulla base d’asta,” commenta Andrea Massarotto, responsabile immobiliare di Aste33.

Per chi gestisce concordati e liquidazioni complesse
Il punto, per un curatore o un commercialista che segue una procedura con attivo immobiliare articolato, non è solo chiudere la vendita: è poter dimostrare — a Comitato dei Creditori, Giudice Delegato, creditori — che il prezzo ottenuto è il miglior risultato possibile ottenibile dal mercato in quel momento. Un lotto unico gestito con metodo, promosso al pubblico corretto e aggiudicato in gara pubblica tracciata con un incremento del 63% sulla base, è esattamente questo: un risultato che si documenta da solo.
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